giovedì, 19 novembre 2009

elaborato da Franfiorini, 23:20 in fran s corner

La via Emilia tra Parma e Reggio è quella cosa che quando te sei nelle vicinanze di un centro, ci passi dentro, vedi un cartello dove c'è scritto che la domenica alle 17 all'Oratorio c'è sempre la vendita di Torta Fritta.

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mercoledì, 18 novembre 2009

elaborato da Franfiorini, 21:21 in muselogia

Réponds à ma tendresse
Verse-moi, verse-moi l'ivresse!

Fortunaiddio che nelle scalette dei concerti non è stata messa I Belong to you (Oh, Gabrielli ha arrangiato anche il clarinetto qui, minchia) che sopporto solo nella versione di New Moon. Pensate voi. Cioè.

Comunque, il casino è che da qui al 4 dicembre divento noiosamente una bimbetta urlante visto che mi sciroppo due concerti dei Muse in 15 giorni e me li vedo anche con gente migliore delle ultime volte, e quindi ecco (Paolina, mica ci hai solo te 'sto problema, anche io, ecco, cancelliamo i ricordi e facciamoci le foto da bimbettesceme da postare su feisbuc, eh?) (ma no, mi vergogno, era per far ridere)

Comunque ecco, da qui a sabato andiamo a comporre la scaletta (e a postare anche altro) (anche oltre agli Editors) (ché non vi ho detto che è uscito il video del concerto al Millenaris di Budapest, ma non so embeddarlo) (brutta parola, embeddare)

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martedì, 17 novembre 2009

elaborato da Franfiorini, 02:33 in medicaldivision

A me a volte dicono di essere troppo pessimista. No, è che ne ho prese troppo nel deuterostomo sanza unguenti che son realista, ormai.

Ovvìa, ho usato una immagine affascinante, siatene divulgativamente felici.
Io a volte, riflettendo su tutte le cose brutte che ci dicono i nostri docenti (e sapendo che da specializzando ci aspettano 800 euro lordi senza ferie né malattia, a cottimo) guardo chi mi circonda e dico:
"pensa che sfiga se ci denunciassero dacché quando ci laureiamo mancherà ancora la legislazione medica ad hoc, con conseguente radiazione dall'albo e quindi perdessimo il lavoro con il 90% di noi che qui dentro non sa neppure suonare uno strumento per l'elemosina..."

Oh, a Garofano del RIS bene o male sta succedendo questo. Quindi perché non pensare al peggio.

Anche perché metà della legislazione medica è sotto decreti regi. Che bello. Qualsiasi medico che prova a far politica si scorda in che situazione dimmerda abbiamo. Ma lo capisco, becca una ventata di ossigeno a non far nulla in politica.

Naturalmente invece qua a sinistra è quello che seguendo il Culto del Borsello su Radionation1 ho scoperto che è per PopSci l'innovazione dell'anno. Io che avevo riserve sui 400 euro del precedente modello figuratevi come ho reagito al costo da iphone di questo: 765 dollari che però taglierebbero molti esami. Ad esempio registrandoti che ne so, un soffio, te lo mettevi già in loop nel modello precedente e te lo sentivi, anche perché isolava il resto dei rumori dei visceri e fungeva da perfetto stetoscopio.
Qui te lo scarica sul pc via bluetooth, te lo rapporta su un grafico, e poi in caso può mandare il suono ad altri colleghi per un confronto. Sperando non lo senta un rapper, il suono in loop, sennò ci fa un disco intero un po' come la Gainsbourg ha fatto una canzone coi suoni della risonanza magnetica RMN.

[comunque un Littmann cardiaco normale viene meno di 250 euro, se volete contribuire il paypal risponde all'indirizzo franfiorini@gmail.com]

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lunedì, 16 novembre 2009

elaborato da Franfiorini, 19:17 in franfiorinologia

Odio abbastanza la mia svolta salutistica fisica.
Non nel senso che non mi vedrete più con boccali di birra e che sono diventata vegetariana. La seconda, presumo, in vecchiaia. La prima anche no. Suvvia, ci sono cose a cui gli esseri umani non possono rinunciare ed ho deciso che queste tre sono il Brunello di Montalcino, la Palinka e la Birra.

Per arrivare quindi con abbastanza fisico per zompettare ai concerti, far foto e pogo involontario e per resistere a ciò che mi scofanerò sotto le ferie natalizie mentre voi vi rompete coi parenti ho deciso da settembre di darci dentro dibbrutto con gli allenamenti.
Tipo in una settimana fare pilates, acquawalk, trx e gravity può andare bene.
E correre.
E convincersi di farcela. Ché fa bene alla testa. Io spesso fisicamente proprio non ce la faccio. Ma proprio no. Però è una cosa di testa, controllare il fisico. Tipo a volte guardare il braccio, pensare dalla testa ehi, ti dovresti piegare sai? e il braccio ti guardatipocome "eh?". Però dopo un po' reggi. Non so come mai. Ti ci sforzi tanto ed è la cosa più figa dell'anno esserti rimessa un attimo apposto. Ehi, non dimagrita, ché qui si va per avere il pareggio di bilancio. Ma avere meno dolori ai muscoli, stare in piedi ore senza problemi... oh, per me per come mi ero ridotta in due anni di immobilità è tanta roba.
Poi, come ti scarichi esercitandoti, è una roba che non ci potete credere, voi livorosi.

Se voi litigoni del socialnetwork vi faceste più sport ci scartavetrereste meno la minchia.
Garantito.

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domenica, 15 novembre 2009

elaborato da Franfiorini, 16:13 in intervistozze e giornalaismi

Ora non è che dal cazzaro si switcha all'impegnato. Da Donnamoderna mi hanno chiesto un post da linkare per la giornata contro la violenza sulle donne. Il problema è che qui siccome si scrivono post in meno di dieci minuti non è facile quando le cose sono mediamente serie e ti toccano fare qualcosa di convincente. Scadere nel peloso retorico buonista è facile. Spero che non sia così, in caso chiedo scusa.

***

Carla non è che ha mai potuto decidere autonomamemnte della sua vita. Il papà di Carla, quando c'era da scegliere qualcosa da studiare all'università, spinse la figlia a scegliere "qualcosa da donna".
Perché anche sennò chissà la gente cosa pensa.
E anche sua madre lo pensa. Ad esempio, cosa penserebbe la gente se tu andassi ad abitare da sola. Ma no. Sposati, che hai un'età. Io, alla tua età, ero già sposata. Senti, c'è il nipote della signora Rapetti, che fa il medico. E' tanto un buon partito.
Se poi a lui importa poco di te e quando torna a casa neppure ti guarda dal giorno delle nozze, poco importa. Devi resistere, dice tua mamma, Carla. Cosa ci fai sennò da sola?
Però quando glieli porti, ai tuoi genitori, a casa, due nipotini? La gente si chiede, e noi non sappiamo che dire. Non sarà mica colpa tua, non è che ti comporti male e non capisci tuo marito?

Non importa che tu magari volevi essere medico al posto di tuo marito e che quel tuo marito ti considera meno di una copertura avuta con un contratto che in nome di una facciata tu gli prepari vitto e alloggio. In fondo, lui ti da il prestigio. Già, il prestigio, te lo ricorda tutti i giorni. Cosa vuoi volere tu. Vuoi un amante? Fattelo. Io ti ho dato una casa e il cognome, e in cambio ho una moglie da mostrare con gli altri. Se non ti va bene, lui ti dice, non è affare mio.

Con il capo che continua a dire che tu non capisci niente. Che siamo con la crisi, e quindi il tuo posto da co.co.co. potrebbe essere il primo a saltare. Con le colleghe che ti dicono che tanto tuo marito lavora, quindi se tu perdi il posto sei anche fortunata. Non come loro.
Carla che invece un po' di soddisfazione la vorrebbe almeno dal lavoro, dove si sente almeno sola a decidere qualcosa, per una volta.

E le amiche che le dicono "beata te che la tua vita è bellissima".
E lei che non lo pensa per niente.
E le amiche che la invidiano, e quindi spesso la isolano, perché lei è quella ricca, quella fortunata, quella che ce l'ha fatta. Ma loro sono quelle che invece non la ascoltano.

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venerdì, 13 novembre 2009

elaborato da Franfiorini, 23:23 in canzoni e musica

Gianna Nannini @PalaraschiIo ci ho stima per la Gianna. Perché siamo entrambe della stessa zona e abbiamo avuto 'ste famiglie paterne un po' così. Ingombranti.

Poi mi piace, perché ha 'sta produzione più rock di altri. Non è ancora del tutto rincoglionita a oltre cinquantanni ed è l'esempio che con il Pilates anche io posso aspirare ad avere i suoi tricipiti. Mi capite.
Poi lei è fòri come una begonia dal poggiolo, ma è un'altra roba. E ci ha sto polmone in più con la sua voce roca che un po' ammiro, via.

Il concerto fatto da lei è bello. Brava lei, i suoi musicisti. L'ultimo album peccato, per quel che è. Ma ha dei pezzi vecchi che come suonano, signora mia. Altri non ne trovi. Peccato il posto dove ha suonato. Io ci ho lavorato lì al Palaraschi. Suvvia, fa cagare. Ero lì e mi chiedevo "ma quando è che dovevano sbragarlo?" e me lo son chiesto un'ora. Io, che volevo vedermi il concerto un po' anche seduta, ma che alla terza canzone sono scesa in parterre perché non vedevo una beata fava dai settori laterali. Pensa alle piccionaie laterali, quindi. Si vedeva quello che amabilmente nelle nostre terre va a esplicarsi con il termine "una sega".

Gianna Nannini @PalaraschiPoi son tornata a casa che non è che puzzavo di fumo. Puzzavo di cucina. Cosa che se mia mamma non avesse visto il biglietto credo avrebbe pensato "dai, ti sei fatta la serata in osteria e ti vergognavi a dirmelo". No, ci avevo l'odore che veniva dai panini, dal bar locale, dal piadiname, dalla roba cucinata che si è incorporata nel giaccone. Quindi è una cosa un po' strana, per un concerto, ecco. Ed è anche strano starsene in piedi ed avere tutti un po' molto più bassi di te avanti e quindi tu vedi benissimo. E fotografi benissimo. Anche perché finalmente c'erano luci ammodino.

Per chi vuole un post meno intriso di cosemie può andare qua su Radionation, ché le cose son scritte meglio, sapete no? E ormai le foto non vengono così male, ma i video mi pesailculo farli. Però potete vedere quello che c'è qui. Alcune foto alla Gianna, le fanno un favore. Ovvìa.

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giovedì, 12 novembre 2009

elaborato da Franfiorini, 23:50 in franfiorinologia

Sì, la mia vita è nettamente più figa adesso che prima della malattia.

Cammino anche sul bordo della piscina tipo matrix, sic.

Però checcazzi, preferivo un cambiamento più soft, porcorandom.

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martedì, 10 novembre 2009

elaborato da Franfiorini, 16:03 in medicaldivision

C'è questo piccolo problema che quanto pare ci sono battaglie più fighe per cui alcuni donano anche dai loro telefonini e battaglie in cui servirebbe solo far rumore e mettere a disposizione tutta la propria solidarietà e che invece non frega a nessuno.

[chiedo già scusa anticipatamente se turbo la sensibilità di qualcuno, ma normalmente le mie cose nel mio cervello sono viste così, e io ve le riporto]

La SLA è una malattia di merda. Non pensate la prendano solo i calciatori. Il caso che conosco bene io era quello di un idraulico, che sette anni prima aveva iniziato un po' a inciampare sul pavimento un po' come se al posto delle mattonelle ci fossero dei tappeti. Poi piano piano i sintomi si sono aggravati. E noi qua al locale nosocomio ce l'avevamo ricoverato (dei 3 era il caso in fase avanzata) in pneumologia, anche se era seguito da una equipe di 5 medici (cardiologo, pneumologo, neurologo, nefrologo e internista)
Te entravi lì in stanza e vedevi questo signore di quarantatre anni obeso, la notte attaccato al respiratore, con gli occhiali da sole per non farti vedere come li buttava qua e là e la lingua ormai di fuori perché aveva perso il controllo dei muscoli faciali. E la moglie che continuava a parlargli e a asciugargli la saliva. E tu che non sai e neppure gli altri se ti sente o ti capisce più o meno. Tanto non può muoversi, non può più fare nulla. E te che sei ai primi anni di medicina e non vuoi arrivare in fondo solo per farti il Cayenne che ti fai tante domande, e inizi anche a capire lì che il rapporto non è solo medico-paziente. E' come quando ti sposi: non ci hai solo il marito, ma tutta la famiglia. Anche lì devi sentire la pressione di ciò che ti dice la legge, e la pressione di quel che pensano i famigliari. Con uno che lì ha 'sti casi, con una persona che fino a qualche anno prima aggiustava tubi e ora non sai neppure dirgli come mai si è ridotto così a sua madre.

Io ammiro queste famiglie, ammiro il loro coraggio, o non so, il loro attaccamento alla vita, la loro incoscienza. Io se sapessi di avere la SLA preferirei optare per il suicidio prima. Invece la moglie di quell'idraulico, che non aveva neppure 40 anni, avrebbe pagato chi di noi avesse fatto una tesi sulla SLA e sulla malattia del marito.
Io non ne ho le palle, mi dispiace. Mi ci incazzo troppo con la natura e una malattia del genere.

Per quello non capisco perché tutti i pretini/cattolichini dimmerda che stanno lì a fissarsi sul crocifisso e che hanno tanto sfrangiato le palle per il caso Welby non vogliano perlomeno dare una minima solidarietà a queste persone che vorrebbero essere curate e assistite a casa. Perché le cure a casa costerebbero molto di meno che in ospedale e inutile dire, il malato a casa è più a suo agio. Serve assistenza. Non possiamo lasciare queste famiglie da sole. Ok, non saranno bambini, non saranno terremotati, ma è un dramma grandissimo. Potrebbe colpire anche voi, ricordatelo. perché quanto pare se non si toccano mai queste corde la gente non si sensibilizza.
Se volete farvi una vostra idea sul tutto questa è la rassegna stampa.
Che ci sia solo l'associazione Luca Coscioni in Italia che si preoccupa di tutto questo a me fa girare le palle.

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lunedì, 09 novembre 2009

elaborato da Franfiorini, 20:39 in muselogia

Oh, Gaia, potrei anche scriverti su feisbuc, dove tanto ci hai la fotoprofilo col moroso e quindi sei riconoscibile, ma non voglio essere intrusiva e te lo scrivo qui.

Massimo rispetto, che ci sopporti Matt e ce lo servi in salute mentale (che è un po' come se io mi decido a fare nefrologia e mi fidanzo con un dializzato, ma vabbè) però ecco, io vorrei chiederti un piccolo favore per quanto riguarda l'immago del tuo congiunto quando lo mandiamo sul palco.
No, è che oltre il lato clinico, siccome tu vieni indicata come personal stylist direi che tu sei la persona indicata per tutto ciò. Io non dico che deve vestirsi Armani, ma neppure ecco come un truzzo o un tarro da competizione.

Io già te l'avevo detto qui, ma qua ecco, ehm, foto recente:
Cioè, capiscimi, io non trovo attraente il tuo moroso, lo trovo musicalmente un genio assurdo. Ma se mi si veste così, ecco, a me vien da ridere. Dibbrutto. Fa qualcosa. Grazie eh. Ciao.

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domenica, 08 novembre 2009

elaborato da Franfiorini, 20:59 in fran s corner

C'è questa cosa, questa volontà, di non so forse migliorare l'ambiente urbano che non so se serve per ridare ossigeno all'economia o lavoro a architetti falliti ma collusi col potere. E quindi ora tutti escon fuori dicendo riqualifichiamo qui, riqualifichiamo là, là dove c'era l'erba c'è una città ma siccome fa cagare miglioriamola mettendo un monumento al triceratopo fucsia con le piume di struzzo e luci stroboscobiche.

Poi qualcuno oh, ok, va bene, magari vuol mettere gli alberi davanti al duomodimilano (son gusti) (ma poi non lo faranno mai, è solo pubblicità) ma il problema è che qui a Parma ci sono cose che hanno già più una piega che volge verso la realizzazione e la cosa mi turba.

Ad esempio, vicino casa mia c'è questa zona che è piazzale Salvo D'acquisto/borgo delle colonne. Che è un posto che tutti noi conosciamo come posto di mignotte, travoni, tossici e disgraziati vari. E ci passiamo. E -pensate- è anche il luogo con la maggiore concentrazione di bloggerz parmigiani nonché c'è anche una statua di padrepio, e il wifi sotto la statua di padrepio, sebbene invece ci stazionino quasi sempre barboni ubriachi e piccioni. E quanto pare è una di queste zone che voglion fare figose e con cose che ci possono stupire (io sono ancora stupita dalle stroboabbeveratoie di barriera Garibaldi ma si sa che in me alberga sia un fanciullino che un anziano che odia il mondo) come dicono qua "L’utilizzo delle essenze arboree e dell’acqua (specchi, pareti, vie e getti) contribuisce all’estetica e alla percezione del luogo, con punti di sosta e di osservazione, con utilizzo di elementi artistici o di design. Sono luoghi pensati per favorire una mobilità lenta, grazie a percorsi pedonali e ciclabili, e per persone meno favorite (bambini, anziani, diversamente abili, persone in difficoltà). Sono luoghi progettati per trasmettere sensazioni di sicurezza, per valorizzare eventuali landmarks monumentali, storici, paesaggistici"

In pratica tolto le panchine che si illuminano a giorno (pensa, uno si mette lì a fumare e immanentemente pensa "toh, ma non è tabacco") e i totem led con il programma delle cose che succedono a Parma (Vedi, jazz, Verdi, Jazz, tortelli, Verdi) la cosa che mi perplime è quel progetto di una sorta di spazio panchina/stereo: in pratica tu stai lì, poggi il tuo culo di fronte a padrepio e tra il guano di piccione e una lampadina fulminata che invece dovrebbe crearti l'atmosfera ti risuona Manson a volume medio. E tu stai lì a mettere il tuo ipod a cui tieni tantissimo più che il tuo rene destro lì nella fessurina, col guano attorno. Sì, son progetti vincenti, non c'è che dire. Secondo me già fanno tanto arredo urbano moderno i secchi gialli della differenziata, perché mettere altro?

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sabato, 07 novembre 2009

elaborato da Franfiorini, 16:09 in franfiorinologia

Mamma: "toh, hanno messo una webcam che punta sulla tomba di papagiovannipaolosecondo..."

Fran: "che han paura, che si muova?"

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venerdì, 06 novembre 2009

elaborato da Franfiorini, 03:13 in foto

Trovo tutto questo follemente geniale (la puntata uno)Immagine.bmp

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giovedì, 05 novembre 2009

elaborato da Franfiorini, 16:15 in franfiorinologia

Pensare che per scelta editoriale non parlerò di Barbareschi assenteista perché a fare il politico si guadagna troppo poco (bestemmierei), Marrazzo e Silvio (un coglione e uno stronzo), influenza A (probabilmente già l'ho presa, visto che ieri per fare mezz'oretta di pesi mi girava il capo), il declino di Robbie Williams, la tristezza dei BSOD, la gente che sbrocca, le ore di sonno etc etc.

Oh, è difficile tenere una linea editoriale eh.

In tutto questo vorrei mandare un cordiale vaffanculo a chi mi voleva consigliare paleopatoantropologia. Cioè, sarei dovuta stare lì tipo il gatto che rovista nell'umido. Mah.

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mercoledì, 04 novembre 2009

elaborato da Franfiorini, 14:21 in canzoni e musica

Tom Jones live in MilanoEro lì a vedere il concerto di Tom Jones con dietro un cantante che negli anni passati cantava "tu sei romantica" etc etc e stava lì come se da un momento all'altro schiere di fan dovessero aggredirlo. Ora, va bene, nella mia tinta alberga paololimiti, ma per favore, tiratela meno. Prenditela calma etc etc.

Io non posseggo un navigatore satellitare. Sebbene la mia capoccia orora non è a regime ne faccio ancora a meno, ma devo dire che stavolta per capire comecazzoraggiungere 'sto teatro, che si chiama teatro degli Arcimboldi, che ci avrà pochi anni ma è ridotto peggio dell'Auditorium di Parma e che ospita un concerto pop-rochendroll, diciamo. Ok, finché ci fai suonare Aznavour, Antony, Bregovic e Sakamoto ci sta. Ma io, ecco, io ho visto gente zompettare e muovere le gambe sulle poltrone, con le solite scene delle maschere lì del teatro con l'acidosi e la pirosi gastrica a vedere le persone che poi si alzano per le ultime tre canzoni, con la gente in prima fila incazzata perché "oh, io ho pagato per la prima fila" e la solita caciara finale da concerto rock-ehi-siamo-vicini-al-beniamino.

Beniamino che anche lui appena è entrato e ha visto il posto dell'orchestra lì ci è rimasto un po' dimmerda per tutto quello spazio. Però ecco, il concerto è bello, anche se tutti quei bassi, tutta quell'elettronica sentirla lì dentro ecco, come è la menata che in Italia mancano posti per suonare e che io ripeto sempre come un'anziana? Ecco.

Poi mentre Jones cantava, gorgheggiava e scherzava pensavo "cazzo, e noi invece in Italia ci si ha Albano, che tristezza"

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sabato, 31 ottobre 2009

elaborato da Franfiorini, 23:46 in franfiorinologia

Sono un po' sempre più allergica ad andare nei centri delle mediograndi città.
Sarò una provinciale dimmerda, ma non mi spiace esserlo. Ciò significa andare Milano e Bologna. E irritarsi. No, il treno non lo prendo: è scomodo, non mi piace stare con altra gente dentro la sera, mi scazza a stare ad orari prefissati. Mi irrita. Mi irrita meno il traffico e fare Reggio Emilia- Bologna in due ore e 40. Mi irrita meno? Beh, rispetto al treno sì.
Ma il traffico, le tangenziali, la gente che non si sa come cazzo guidi mi da noia.

Poi mi spiegate perché 'sti ingorghi a Berlino, a Vienna e a Budapest non ci sono (a Parigi, Milano, Bologna sì)
[grazie alla deliziosa gente che conosco per la serata di ieri, eh]

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